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UE ferma l’Italia: “No ai biocarburanti”

L'Unione Europea non cede alla richieste del governo Meloni sul tema, accettando solo eventuali deroghe sugli e-fuels - di GIANLUCA SEPE

UE ferma l’Italia: “No ai biocarburanti”

L’Unione Europea gela l’Italia nella discussione per allargare il bando alle endotermiche per includere anche carburanti alternativi in modo da allungare la vita delle auto a benzina e diesel dopo lo stop alla vendita dal 2035. L’UE ha infatti escluso che si possano includere nell’accordo anche i biocarburanti mentre ha fatto capire che ci sono margini di trattativa per quel che riguarda gli e-fuels richiesti dalla Germania, con la fumata bianca che si potrebbe avere già la prossima settimana. Questo perché il dialogo tra Berlino e Bruxelles si svolgerà sempre nel perimetro di quanto già approvato dai paesi membri, frutto anche di quanto stabilito dal Trilogo (le discussioni tra Commissione, Consiglio e Parlamento Ue, ndr).

L’UE dice no

A chiudere di fatto le porte in faccia all’Italia è stato Frans Timmermarns, vicepresidente della Commissione europea e curatore del Green Deal che a margine del vertice di Bruxelles ha fatto capire come eventuali deroghe all’accordo sullo stop alla vendita dei motori termici dal 2035 non modificherà il perimetro del documento ma chiarirà meglio soltanto alcuni aspetti: “Con la Germania stiamo parlando nel quadro dell’accordo, non lo stiamo allargando. L’accordo ha un passaggio sui carburanti sintetici. Tutto quello che stiamo facendo è essere più espliciti su quale sia il significato di questo passaggio. Qualsiasi altra cosa riaprirebbe l’intero accordo, e non è quello che stiamo facendo. Stiamo parlando all’interno dell’accordo per il quale c’è una maggioranza nel Parlamento Europeo e una maggioranza nel Consiglio”. 

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Le vane speranze di Giorgia Meloni sui biocarburanti

Sul tema era intervenuta anche Giorgia Meloni in occasione del suo arrivo a Bruxelles per il Consiglio UE: “Ci sono delle tecnologie sulle quali l’Italia, e dunque anche l’Europa, sono potenzialmente un’avanguardia. E rispetto alle ipotesi di questo tipo decidere di legarsi a tecnologie che invece sono di fatto detenute come avanguardia da nazioni esterne all’Unione non favorisce la competitività del nostro sistema. Mi pare una tesi assolutamente di buonsenso e quindi confidiamo che possa passare, anche per quello che riguarda i biocarburanti.”

FP | Gianluca Sepe
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