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Studio Polimi, con la 'green box' liberi di scegliere l'auto

studio polimi, con la 'green box' liberi di scegliere l'auto

Studio Polimi, con la ‘green box’ liberi di scegliere l’auto

(ANSA) – MILANO, 08 LUG – Una ‘green box’ per misurare, attraverso l’utilizzo di specifici algoritmi, le emissioni effettive di ogni veicolo, in base alla tecnologia che lo alimenta e allo stile di guida del suo proprietario. Così da lasciare i cittadini liberi di scegliere – nel rispetto di quei limiti – che vettura acquistare e come guidarla.

Sono le conclusioni a cui è giunta una ricerca del Politecnico di Milano, elaborata sui dati anonimi dei dispositivi telematici UnipolTech, le ‘scatole nere’ installate dagli assicurati di Unipol, e presentata alla Triennale di Milano durante il terzo forum di The urban mobility council, il think tank della mobilità, promosso dalla compagnia bolognese.

Il Politecnico, secondo cui anche il parco auto del capoluogo lombardo è destinato a restare “in gran parte” termico, ha trasformato il tetto chilometrico previsto dal sistema ‘Move-In’ della Regione Lombardia le auto Euro 4, Euro 5 ed Euro 6 in un equivalente ‘budget’ di emissioni di CO2 ed NOx (ossidi di azoto), rilevando come auto diverse per marca e modello ma appartenenti alla stessa ‘classe’ esauriscano il budget dopo percorrenze chilometriche anche molto differenti e come sul quantitativo di emissioni per chilometro influisca lo stile di guida.

“Lo studio mostra come sia possibile stimare le emissioni di sostanze inquinanti e di CO2 attraverso box telematiche installate a bordo veicolo”, ha dichiarato Sergio Savaresi, direttore Dipartimento elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano e membro del comitato di indirizzo The urban mobility council.

“Questa potenzialità tecnica – spiega – potrebbe aprire le porte ad un radicale cambio di paradigma nelle restrizioni all’uso delle automobili: non più strette limitazioni sulla classe Euro, ma l’assegnazione di un budget annuo di emissioni che ogni cittadino può utilizzare attraverso un mix di tecnologia della vettura, intensità di utilizzo (km/anno), e stile di guida”. Si tratta, conclude, “di un nuovo approccio che può garantire neutralità tecnologica, inclusività, e responsabilizzazione del cittadino nel percorso verso una mobilità sostenibile”. (ANSA).

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