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Stellantis, crolla la produzione di auto in Italia

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Stellantis, crolla la produzione di auto in Italia

Crolla la produzione di auto in Italia per Stellantis, con picchi negativi negli stabilimenti di Mirafiori e Melfi. E il ministro delle Imprese Adolfo Urso annuncia: “O aumentate la produzione o gli incentivi saranno destinati in altro modo”. Un primo semestre nero per la holding degli Ellkan che si chiude con un calo del 25,2%. Ma le percentuali peggiori arrivano dal Piemonte e dalla Basilicata. A Torino infatti, sponda Mirafiori, la produzione scende del 63% rispetto al 2023, con perdite sulla 500 elettrica che non riesce più a compensare il continuo calo delle Maserati. Il tutto a pochi giorni dall’annuncio della chiusura dello stabilimento dal 15 luglio al 4 agosto. Chi invece ha tirato giù le serrande già ieri, fino a venerdì, è il punto di produzione di Melfi, in provincia di Potenza, con un calo semestrale del 57,6%. Punti storici e nevralgici della vecchia Fiat che mostrano tutte le difficoltà di Stellantis.

I dati sono emersi ieri dal rapporto della Fim Cisl. E il segretario generale Ferdinando Uliano chiede maggior coinvolgimento: “Il governo rispetti l’impegno di convocarci entro luglio a Palazzo Chigi per definire gli impegni e le garanzie per il rilancio di un settore in difficoltà”. Basti dire che, sponda Stellantis, solo gli stabilimenti di Pomigliano e Atessa non hanno registrato numeri in rosso nei primi sei mesi. La Fim, in una proiezione del 2024, si attende circa 500mila veicoli totali prodotti dal gruppo guidato da Carlo Tavares. Ovvero la metà rispetto all’obiettivo di un milione, fissato per il 2030.

Numeri che sono finiti nel mirino del ministro Urso: “Se la produzione di auto non dovesse aumentare, gli incentivi dei prossimi anni saranno diretti diversamente, in gran parte a sostenere gli investimenti produttivi della filiera dell’automotive del nostro paese. Ci auguriamo che l’aumento della produzione sarà raggiunto perché è una delle condizioni che avevamo posto nel tavolo con Stellantis”.

La risposta da parte della holding non si è fatta attendere: “Abbiamo l’ambizione condivisa con il governo italiano di raggiungere un milione di veicoli prodotti in Italia entro il 2030, ma c’è la necessità di superare le incertezze dell’elettrificazione e di una maggiore stabilità della domanda. Le difficoltà del mercato automobilistico ci sono e ci obbligano a operare con unità di intenti. Tutta Italia è al centro della nostra attenzione”.

Nicholas Masetti

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