Alfa Romeo

Prova Alfa Romeo Junior Veloce: l’elettrica italiana dall’animo racing | Video

Che Alfa Romeo Junior sia una delle auto più chiacchierate degli ultimi tempi è un dato di fatto, è inutile girarci attorno. Quel che però ci si chiede sempre è perché Alfa Romeo stimoli una sempre crescente e roboante discussione in merito alle proprie produzioni. L’heritage, la sportività, il dinamismo, il cuore pulsante del proprio lavoro. Tutto potrebbe essere chiamato in causa per capire come mai ogni prodotto Alfa sia sempre sulla bocca di tutti, in ogni caso. E con Alfa Romeo Junior 2024 non è assolutamente diverso. Noi abbiamo avuto modo di provare la versione Veloce, l’Alfa Romeo elettrica che porta i fasti del brand in un segmento agguerritissimo. L’Alfa Romeo Junior Veloce elettrica si conferma un’auto da tenere sott’occhio, ma andiamo per gradi.

DIMENSIONI CITTADINE

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Che la nuova Junior avesse dimensioni cittadine non è di certo una novità, si è letto già in lungo e largo. Ma per completezza segnaliamo lo stesso che la lunghezza è di 4,17 metri e l’altezza 1.50 metri, un taglio di vettura che in Alfa Romeo non si vedeva da tempo…o meglio una lunghezza, visto che di crossover di questo tipo la storia di Alfa non è pienissima. Nell’allestimento Veloce che abbiamo provato sono da sottolineare i cerchi, da 20 pollici e con disegno specifico che richiama il quadrifoglio, ma l’attenzione principale è per il bagagliaio. Sotto il portellone ad apertura automatica il volume di carico è da 400 litri, uno spazio notevole per la categoria e ben modulabile: c’è il ripiano che può essere montato su due livelli, per approfittare di uno spazio separato nella parte inferiore o per creare un ambiente unico. Manca il frunk, il classico vano sotto al cofano anteriore, in sostituzione del quale in Alfa hanno pensato di inserire un Cable Organizer. Un vano per riporre il cavo di ricarica di Tipo 2 insomma, così da evitare di sporcare bagagli o altro posizionandolo nel vano posteriore.

UN’ESTESTETICA CHE DIVIDE O CHE UNISCE?

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Quando Alfa Romeo Junior come quella in prova è stata ufficializzata, dalle prime foto la community di utenti non è stata – a tratti – particolarmente felice. Come sempre la foto virtuale e l’impatto reale hanno due effetti completamente differenti, motivo per il quale è sempre bene “toccare con mano”. Perché le volumetrie di Alfa Romeo Junior e le sue linee le propongono come un’auto che trasmette dinamismo, dal carattere aggressivo. I fari Matrix LED sono molto sottili così come la calandra bassa nel paraurti anteriore è intrecciata con un motivo davvero piacevole.

Quel che balza all’occhio è però la reinterpretazione del trilobo, storica firma visiva di Alfa Romeo. Adesso il Biscione e la Croce sono realizzati con un’alternanza di pieni e vuoti, una sorta di negativo che a tratti lascia spazio all’aria di convergere verso i radiatori ed a tratti diventa solido alla vista. Ed infatti il logo classico è stato spostato sulla punta del cofano, nella parte superiore. Questo è un esercizio di stile molto originale, che apre la strada alla possibilità di creare immagini direttamente con la carrozzeria cosa che, in un mondo automobilistico che in molti definiscono “piatto” in quanto a design, lascia ben sperare.

Con una linea di cintura mediamente alta che chiude con la maniglia nascosta dal montante C Alfa Romeo Junior vuole portare lo sguardo al posteriore. Qui si materializza una coda tronca che richiama parte dell’heritage Alfa Romeo, oltre a far beneficiare l’aerodinamica. I gruppi ottici a LED sono integrati in un fascione scuro che si sviluppa per tutta la larghezza dell’auto, dando così anche una forte impressione di larghezza e presenza su strada. Nessuno scarico nella parte bassa ma un accenno di diffusore, mentre il lunotto si trova in alto e la scritta “Alfa Romeo” sostituisce il logo tondo, per giunta recentemente aggiornato.

INTERNI ALFA ROMEO JUNIOR 2024: TRA LUCI E OMBRE

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Da buon modello completamente nuovo gli interni non potevano che proporre qualcosa di inedito. Al netto dei sedili Sabelt, tra i sedili dalla forma più articolata che abbiamo mai visto e con fianchetti pronunciatissimi al punto da non accettare di buon grado persone con una stazza molto accentuata, la conformazione di Junior è originale. Il pulsante di avviamento è al centro del tunnel, su una sorta di piedistallo che mette idealmente al centro il “potere” di poter dare vita all’auto. L’Alcantara è stata usata a profusione per richiamare il mondo delle corse e della sportività, particolarmente affine ad Alfa, quindi la si trova sul volante, sul tunnel centrale, sui sedili e sul bracciolo. Dettagli che all’occhio più attento non passano inosservati, così come non passa inosservato il selettore delle modalità di guida. Ebbene la rotella DNA alla quale la firma italiana ci ha abituati dalla Giulia in poi è stato sostituito. Hanno preferito un pulsante tradizionale, pur mantenendo la stessa nomenclatura Dynamic, Natural e Advanced Efficiency (quest’ultima introdotto con le motorizzazioni elettrificate).

Non si può dire che non ci sia stata cura dei dettagli in quanto a design interno, lo si vede dalle bocchette laterali del climatizzatore con design simile a quello dei cerchi – quindi a quadrifoglio – e biscione raffigurato al centro. Però poi si sono persi in un bicchiere d’acqua: la strumentazione. Un pannello 10,25 pollici completamente digitale, il Cannocchiale. Si inserisce in una cornice con doppio elemento circolare, ma in realtà è visibile il display che mantiene la sua chiara connotazione rettangolare. Peccato, perché è un bel display ed ha informazioni ben organizzate e ben leggibili anche durante la guida.

Spostando la testa leggermente sulla destra l’altro display da 10,25 pollici troneggia a metà della plancia, proprio sopra i comandi del climatizzatore che sono rigorosamente manuali. Leggermente ruotato verso il conducente, risponde bene al tocco delle dita. Permette non solo di collegare smartphone con Apple CarPlay e Android Auto, nemmeno a dirlo, ma fa personalizzare la homepage con il concetto di widget che ci è caro sui dispositivi mobili. Insomma la personalizzazione regna sovrana, ma attenzione a distribuire bene le informazioni, altrimenti si rischia di creare temi “confusionari”.

PROVA IN PISTA CON LA NUOVA ALFA ROMEO JUNIOR VELOCE

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Lungo le piste del Proving Ground di Balocco abbiamo avuto la possibilità di mettere davvero alla frusta questa Alfa Romeo Junior Veloce, merito dell’apertura completa del circuito delle Langhe (20 km di strade che replicano le colline) e del Misto Alfa. D’altronde l’auto provata non era ancora omologata, poiché Alfa Romeo ha voluto creare un’anteprima a tutti gli effetti, partendo dall’offerta top di gamma.

Cominciamo un po’ con i numeri. A spingere la Junior Veloce c’è un motore elettrico sull’asse anteriore, accreditato di 280 cv e 345 Nm di coppia massima. Un’unità sviluppata appositamente per quest’auto, che permette quindi di avere prestazioni tutto sommato inedite anche all’interno del Gruppo Stellantis. D’altronde Alfa Romeo raramente può sottostare a soluzioni plug and play senza personalizzare qualcosa, soprattutto quando si parla di dinamica di guida. Ricordiamo infatti che quest’auto è stata sviluppata e calibrata dallo stesso team che ha messo a punto auto come l’ultima Alfa Romeo 33 Stradale, Alfa Romeo Giulia GTA e GTAm.

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Il motore spinge bene e fin da subito, come ci si aspetta da un motore elettrico. La risposta immediata aiuta anche quando l’auto è già lanciata in velocità, come in una condizione di sorpasso: basta affondare sull’acceleratore che tutto cambia. Ma cosa dovrebbe rendere la Junior una vera Alfa Romeo da guidare? Detta in questo modo sembrerebbe una comune auto a trazione anteriore, che anzi deve guardare con sospetto l’acceleratore in curva per evitare il sottosterzo. Ma qui interviene il differenziale meccanico sviluppato con Torsen, il Type D. Anche in questo caso è un sistema progettato ad hoc e, non ci crederete, è spaventosamente brillante. Abbiamo provato in tutti i modi a disturbarlo in curva, accelerando di colpo o dando contraccolpi lasciando il pedale destro. Ebbene una volta raggiunto l’appoggio in curva la Junior è incollata a terra. Merito sicuramente della Michelin Pilot Sport EV di primo equipaggiamento, ma se pensate di andare a tavoletta a centro curva aspettatevi un’auto che improvvisamente chiuda verso l’interno della curva. Quasi oltre le leggi della fisica, segno che la coppia trasferita alla ruota esterna è tanta ed efficace. In pratica quando ci si inserisce in curva poi si può usare l’acceleratore per allargare o chiudere la traiettoria, piuttosto che lo sterzo.

MECCANICA AGGIORNATA E PIÙ COMUNICATIVA

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Oltre a motore e differenziale, anche il blocco sospensivo sia anteriore che posteriore è stato aggiornato da Alfa Romeo per dare alla Junior un carattere degno di nota. Barre antirollio, molle e sospensioni hanno reso la dinamica di guida sincera ma soprattutto precisa, in special modo sul fronte sterzo. Il rapporto di sterzo è diretto, al punto che segue perfettamente le nostre intenzioni, a qualsiasi angolo volante. Peccato solo per il carico allo sterzo, che ci è parso abbastanza alto nelle modalità di guida Natural e Advanced Efficiency, che poi rientrano negli aspetti della vita quotidiana. Ok irrigidire il volante in Dynamic, ma nelle altre modalità forse sarebbe stato meglio ammorbidire di più.

In una danza tra una curva e l’altra delle piste di Balocco, con i sedili che mantengono perfettamente al proprio posto, sembra si crei un feeling diretto e naturale con la Junior, che non teme nemmeno le frenate più impegnative. D’altronde con un impianto che prevede dischi anteriori da 382 millimetri, non forati, ci si aspetta un mordente valido, seppur partecipi anche la frenata rigenerativa. Ecco, a tal proposito c’è bisogno di fare qualche specifica. La frenata rigenerativa della Junior funziona in modalità N ed A, mentre in D si disattiva per permettere di guidare esclusivamente in modo analogico e meccanico. Per ovviare a questa mancanza basta selezionare la B sul selettore cambio e ritorna a gran voce anche quando si prosegue in Dynamic.

BATTERIA, AUTONOMIA E RICARICA

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Sotto al pianale della Junior Veloce trova spazio una batteria da 54 kWh lordi di capacità, dei quali 51 kWh sono netti. Una batteria che prevede di offrire al crossover Alfa Romeo un’autonomia fino a 410 km, mentre in fatto di prestazioni di ricarica prevede il solito doppio step tra corrente alternata e corrente continua. Nel primo caso il picco è stabilito a 11 kW di potenza, mentre nel secondo arriva a 100. Prestazioni che potrebbe essere migliorabili, ma considerando che la batteria non è eccessivamente grande possono bastare.

CONCLUSIONI E PREZZI

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Tutto sommato la Junior Veloce è dunque un crossover che è sì elettrico, è sì votato anche all’utilizzo quotidiano, ma di certo non ha messo da parte il concetto di saper emozionare. Lo zampino di Alfa nella sua calibrazione è evidente e ben venga, potremmo dire! Prezzo a partire da 48.500 euro per portare a casa questa versione top di gamma, ma per rimanere in tema elettrico è possibile prendere in esame la variante meno performante, con motore da 156 cavalli, che parte da 39.500 euro.

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