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Le auto e il valore residuo: l'ingrediente del successo

L'acquisto delle vetture avviene sempre di più tramite offerte finanziarie. È quindi fondamentale conoscere il valore residuo dell'auto, in genere dopo tre anni, una cifra che determina anche l'importo della maxi rata finale

le auto e il valore residuo: l'ingrediente del successo

Qual è il secondo segreto del successo di un’auto oltre al design? Avere un valore residuo elevato. La traduzione per i non addetti ai lavori è semplice: avere un valore di mercato consistente dopo un certo numero di anni e di chilometri percorsi. Prima di entrare nel dettaglio dell’esatto significato, di come si calcola e dei parametri che lo influenzano, è fondamentale capirne l’importanza in un periodo storico dove la maggior parte delle autovetture viene acquistata tramite formule finanziare di vario tipo e non con il classico bonifico alla concessionaria. Perché in base al valore residuo, cambieranno in maniera significativa l’acconto da versare e le rate da pagare mensilmente. Il valore residuo in pratica è la cifra stimata di quanto vale la vettura alla fine del contratto di leasing o di finanziamento. Il valore residuo viene calcolato in base a una serie di fattori, tra cui la marca e il modello del veicolo, l’alimentazione, la sua età, le sue condizioni e la richiesta di mercato prevista alla fine del periodo di finanziamento. Altro fattore è legato agli accessori presenti sulla vettura. Se in passato lunghe liste optional, tipiche delle vetture premium tedesche, non miglioravano il valore residuo garantito, ora grazie alla presenza di allestimenti più ricchi (e ben definiti) e di pacchetti pensati per una clientela business è stato risolto questo problema.

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L’IMPORTANZA DEL VALORE RESIDUO

Perché è così importante conoscere il valore residuo della propria auto al momento dell’acquisto o della stipula del contratto? Perché si avrà un indicatore numerico del valore complessivo del proprio veicolo, capendo così se si tratta di un buon investimento o meno. Inoltre, in caso di leasing, ne determinerà la rata. Il valore residuo, infatti, viene utilizzato per calcolare l’ammortamento da pagare per tutta la durata del contratto di locazione e, maggiore è il valore residuo, minori saranno i pagamenti mensili. Situazione che si amplifica in caso di noleggio a lungo termine. Come riportato dal Sole 24 Ore su dati Oliver Wyman, in Italia nel 2023 (con riferimento ad una vettura di 36 mesi con una percorrenza di 20mila chilometri all’anno), le vetture a benzina hanno mantenuto il 53% di valore, le Diesel il 58%, le ibride il 54%, le PHEV il 54%, le elettriche il 38% e le GPL il 20%. Questa differenza tra motorizzazioni a combustione interna o completamente elettriche è legata a diversi fattori, a partire dall’evoluzione tecnologica delle BEV. Perché se un’auto alimentata a gasolio è praticamente uguale dopo 3 anni, nel campo dell’elettrico 36 mesi possono significare importanti evoluzioni su componenti chiave come le batterie, che ad oggi sono oltre il 50% del costo della vettura. A questo si aggiungono fenomeni a partire dalla riduzione dei prezzi avviata dalle Case auto. Ad esempio Tesla, dove in pochi mesi un modello come la Model 3 ha ridotto il listino di oltre 10mila euro. Non va meglio neanche fuori dai confini nazionali; secondo i dati pubblicati dal noleggiatore Sixt, nel corso del 2023 in Germania le auto elettriche usate hanno perso un quarto del valore, toccando in media i 32mila euro (da 42mila) contro i 28mila delle termiche, che hanno perso solo il 3,4 per cento.

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