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Italia: troppo amore per le auto e pochi mezzi pubblici

italia: troppo amore per le auto e pochi mezzi pubblici

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Perché l’Italia è ai primi posti per il numero di auto ma fatica a sviluppare una rete efficiente di trasporti pubblici.

L’Italia è notoriamente una nazione “autocentrica”. I numeri parlano chiaro: nelle aree metropolitane italiane vi sono molte più auto rispetto al resto d’Europa. A Roma ci sono 644 auto ogni 1.000 abitanti, a Torino 640, a Milano 558, e a Firenze addirittura 795. In confronto, Madrid si ferma a 360 auto per 1.000 abitanti, mentre Londra e Berlino ne hanno rispettivamente 351 e 337. Parigi si distingue con solo 250 auto per 1.000 abitanti.

Questa proliferazione di automobili in Italia è cresciuta costantemente negli ultimi vent’anni. Nel 2002 si contavano quasi 34 milioni di vetture, saliti a oltre 40 milioni nel 2022. Questo trend dimostra l’indiscutibile legame tra gli italiani e le quattro ruote. Tuttavia, ci si chiede se gli italiani sarebbero disposti a rinunciare all’auto in favore di un sistema di trasporto pubblico più efficiente.

Tra gli ultimi per i mezzi pubblici

Secondo il rapporto Pendolaria 2024 di Legambiente, l’Italia mostra una forte disparità territoriale nell’offerta di trasporti pubblici. Le regioni del Centro-Sud sono in netto ritardo rispetto al Nord, ad eccezione di Campania e Puglia. Inoltre, l’Italia è significativamente indietro rispetto agli altri Paesi europei per quanto riguarda le infrastrutture su ferro, come treni, metropolitane e tram. Milano, per esempio, rappresenta più di due terzi dei chilometri totali delle linee metropolitane italiane, il doppio di Roma.

Se guardiamo alla Spagna, la rete metropolitana di Madrid supera in estensione tutte le linee italiane messe insieme. La Spagna vanta quasi 614 chilometri di metropolitane contro i 254 dell’Italia. Anche la Francia (387 chilometri), la Germania (656 chilometri) e il Regno Unito (679 chilometri) superano di gran lunga l’Italia.

Vecchi e lenti: una rete da modernizzare

Un altro problema critico è l’età dei mezzi pubblici. Nel Sud Italia, oltre la metà del materiale rotabile ha più di quindici anni, mentre al Nord la percentuale scende sotto al 50%, con punte di eccellenza in regioni come Liguria ed Emilia-Romagna. Questo squilibrio riflette una qualità inferiore del servizio nel Meridione.

L’attesa media per un mezzo pubblico in Italia è di 14 minuti, leggermente superiore ai 11 minuti della Francia e ai tempi simili della Germania. Questo può spiegare perché molti italiani preferiscono ancora usare l’auto nonostante le difficoltà di parcheggio e le limitazioni alla circolazione. Infatti, nelle città italiane con più di 250.000 abitanti, il 51,5% degli spostamenti avviene in auto contro il 14,7% dei mezzi pubblici.

Tuttavia, ci sono segnali di cambiamento. Legambiente prevede di raddoppiare entro il 2030 i viaggi giornalieri su treni regionali e metropolitane, raggiungendo quota 12 milioni. I fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) porteranno nuove tranvie e linee metropolitane e suburbane sia al Nord che al Sud. Con questi investimenti, l’Italia potrebbe finalmente colmare il divario con i suoi vicini europei e migliorare significativamente la mobilità urbana.

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