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#ioalgpvadoinmoto. Honda CBR650R: Carattere e facilità di guida. E che frizione! [VIDEO]

#ioalgpvadoinmoto. honda cbr650r: carattere e facilità di guida. e che frizione!

#ioalgpvadoinmoto. Honda CBR650R: Carattere e facilità di guida. E che frizione! [VIDEO]

#ioalgpvadoinmoto Questa volta a Barcellona, GP della Catalunya. Da Milano un migliaio di chilometri, a seconda della strada che si sceglie. Il viaggio parte dalla concessionaria Honda di Pessano con Bornago, punto di riferimento in Lombardia (e non solo).

Non ho la minima idea di che moto sia la CBR650R e scopro soltanto da Tresoldi che è equipaggiata con la nuova frizione automatica E-clutch di Honda. Che roba è? Come bagagliaio vengono montate due borse laterali morbide: sono un po’ timoroso… La moto esteticamente mi piace, anche la colorazione gli dà carattere. Si parte.

Il primo impatto: la frizione è incredibile

A differenza della versione “DCT” con cambio automatico, questa novità Honda ha la tradizionale leva della frizione sulla parte sinistra del manubrio. Il primo impatto è choccante: ovviamente viene naturale tirare la leva e mettere la prima; poi, però, si impara immediatamente che ci si può dimenticare completamente della frizione.

Metti la prima e la moto, come per magia non si spegne, non saltella in avanti, non si muove. Basta pochissimo per abituarsi e il giudizio è estremamente positivo: la frizione automatica lavora perfettamente, non sbaglia un colpo. Arrivi a un semaforo rosso, o al casello dell’autostrada, non hai bisogno di tirare la leva e cercare la folle: ti fermi come se stessi guidando uno scooter. Una meraviglia e una comodità assoluta, che non intacca minimamente il piacere di cambiare e scalare, che avviene con la tradizionale leva posta sulla sinistra. Per me il futuro è questo, non ho dubbi. Unica nota negativa: lo “scatolotto” posto sul lato destro del motore, troppo voluminoso. Ne sono certo: la tecnologia porterà a un contenimento delle dimensioni.

Il viaggio: tanta autostrada

Le borse sono molto più capienti di quanto mi sarei aspettato: promosse anche queste a pieni voti. Le integro, come faccio sempre quando viaggio, con una borsa che piazzo sul sedile del passeggero: posso portarmi tutto quello che mi serve.

Questa volta non viaggio da solo: a farmi compagnia c’è René Pierotti, più teso di quando deve intervistare Pecco Bagnaia. “Non ho mai fatto un viaggio così lungo in moto”, mi dice… Si parte, finalmente.

Autostrada fino a Ovada, poi strade statali fino ad Alassio, passando per il Sassello e il Melogno. Strade meravigliose, pochissimo trafficate.

La CBR650R si comporta alla grande: il motore spinge, la ciclistica è sincera, si entra in curva con grande sicurezza, si piega e ci si diverte un sacco. La qualità che mi piace di più è la leggerezza: impagabile.

In autostrada il riparo è ridotto, la posizione di guida ovviamente con il busto inclinato in avanti: per un 58enne come me, abituato a viaggiare con il corpo dritto, è un po’ sacrificata. Ma a velocità codice si va via con un filo di gas, la protezione è accettabile. Si macinano chilometri, ma a fine giornata, dopo 10 ore di moto, sono anche io un po’ macinato…

Il giorno successivo, il programma prevede il passaggio sui Pirenei: ma è brutto tempo, minaccia pioggia e fa freddo. Con René optiamo ancora per l’autostrada e dal confine Francia/Spagna arriviamo in meno di due ore al circuito del Montmelò. Il viaggio di ritorno prevede “circuito-Milano” in una sola tappa, con l’obbligo di fermarsi alle 18 per la diretta di DopoGP con Nico Cereghini e l’ingegnere Giulio Bernardelle.

Alterniamo autostrada e statali, sempre piacevoli in Francia e con grandissimo rispetto per i motociclisti da parte degli automobilisti. Alle 17.45 siamo a Noli, meraviglioso paesino a una decina di chilometri da Savona: ci fermiamo al bar Torino, dove si possono vedere in diretta tutte le gare della MotoGP (e della SBK). Ivan, il proprietario, è un amico motociclista che ci ospita volentieri per DopoGP. Si riparte, inizia a piovere, fa freddo, ma alle 20.30 sono a casa.

Promossa!

In totale ho fatto circa 2.500 chilometri: la moto è andata oltre le mie aspettative. Nel guidato sapevo che me la sarei goduta, ma non pensavo che avrei potuto fare turismo e tanta autostrada come invece ho fatto. Tre qualità voglio sottolineare: 1) La frizione: fantastica; 2) Peso e facilità di guida: ti senti completamente a tuo agio; 3) Carattere.

Alcuni modelli Honda, seppure perfetti, mi sembrano insipidi, la CBR650R, al contrario, ha una grande personalità. La comprerei? Sicuramente, anche se non è (più) il mio genere di moto.

Notazione finale: come sempre, i miei sono giudizi di un appassionato motociclista. Per le prove vere, vi rimando ad Andrea Perfetti e a tutti i bravissimi esperti del settore di Moto.it.

#ioalgpvadoinmoto

In collaborazione con Moto.it

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