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Il Mugello compie 50 anni. E resta unico

il mugello compie 50 anni. e resta unico

Il Mugello compie 50 anni. E resta unico

Si trattava di tenere i motori legati alla regione del Mugello anche quando le corse stradali vennero abolite. I lavori iniziarono nel 1972 su iniziativa dell’ACI Firenze e del suo storico presidente Pasquale Borracci nel territorio comunale di Scarperia e San Piero. Il direttore dei lavori fu Amos Pampaloni, il layout capolavoro è firmato da Gianfranco Agnoletto e il nastro d’asfalto ci apparve subito bellissimo.

Ma solo quello. Era un progetto troppo ambizioso rispetto alle risorse? Forse mancò il supporto della politica locale? Le infrastrutture restarono incomplete per anni, gli spazi di fuga erano assolutamente inadeguati, il circuito fu monco e su livelli di sicurezza inaccettabili.

Eppure si sapeva ciò che serviva: appena al di là dell’Appennino era già attivo l’autodromo di Misano Adriatico quasi perfettamente sicuro. Ma la FMI di allora era inesistente per non dir peggio, così anche le infrastrutture rimasero ferme per anni in uno scenario di semi-abbandono. Dal 1988 l’impianto fu acquistato dalla Ferrari e finalmente completato e attrezzato sugli standard internazionali.

Prima le auto, poi la 1.000 Km moto

Vi esordirono appunto le auto: la F 5.000 disputò la sua gara il 23 giugno del 1974 sotto una pioggia torrenziale, con il sesto posto di Lella Lombardi su Lola come il vincitore Hobbs. Le moto si videro per la prima volta soltanto il 20 luglio del 1975, con la 1.000 km del Campionato Endurance (allora Europeo) e la vittoria della Ducati di Ferrari-Grau su altre due moto italiane: la Guzzi di Sciaresa-Romeri e la nostra Laverda, equipaggio Brettoni-Cereghini.

Fu una bella soddisfazione per me concludere sul podio la prima gara motociclistica al Mugello. E la Toscana mi portò fortuna anche per la prima gara internazionale motociclistica di velocità, ospitata alla fine di quello stesso anno: anche lì, nella classe 500… sarei salito sul terzo gradino di un podio che però non si celebrò; perché Ago e Read, i primi due, si detestavano e non si presentarono per la premiazione.

Il GP d’Italia appuntamento fisso dal 1994

Il GP motociclistico del mondiale approdò al Mugello (come GP delle Nazioni) nella stagione 1976: il 15 e 16 maggio fu Ago a stabilire la pole in 500 e Sheene a vincere dopo un gran duello con Read. Agostini fu costretto al ritiro per noie meccaniche.

Nelle altre classi assistemmo ai successi di Cecotto su Uncini in 350, di Villa in 250, Bianchi su Pileri con le Morbidelli nella 125, Nieto davanti a Lazzarini nella 50. Quindi, dopo i primi interventi sulle aree di fuga, arrivarono le edizioni del 1978 e del 1985 e il primo GP d’Italia nel ‘92. Il circuito toscano è diventato un appuntamento fisso nel calendario del mondiale a partire dal 1994. Si è saltato il 2020 per la pandemia.

Sono state tante le gare spettacolari al Mugello. Ricordiamo l’edizione del 1997 con Valentino Rossi campione del mondo in 125 e il giro con la bambola Schiffer, l’edizione 2000 con il successo di Capirex dopo la meravigliosa sfida a tre (caduti Biaggi e Rossi nel finale). Non si possono dimenticare i sette successi consecutivi del Dottore in 500, dal 2002 al 2008, come gli ultimi tre consecutivi in MotoGP di Bagnaia e della Ducati. Ma la lista sarebbe lunga.

Il Mugello è amato dai piloti come poche altre piste. Le emozioni che si provano tra le curve toscane sono speciali e l’evento è stato votato dai protagonisti quale “Best GP” del mondiale moto per cinque volte. E’ una pista difficile e impegnativa, però. Tra le vittime, vanno ricordati i nomi di Carlo Fiorentino nella prima gara del luglio 1975, di Otello Buscherini e Paolo Tordi nel tragico Nazioni del 16 maggio 1976. Quando le aree di fuga erano inesistenti.

In collaborazione con Moto.it

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