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Gp Spagna: incendio alla McLaren, Sainz primo con la Ferrari

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Barcellona. Ora che è andato tutto bene, con due vigili del fuoco leggermente intossicati, possiamo sdrammatizzare dicendo che la McLaren è on fire. Dalla paura alla seconda posizione nell’ultima sessione di prove libere: è stata una mattina movimentata per il team di Woking, costretto intorno a mezzogiorno (di fuoco) a evacuare la propria hospitality a causa di un incendio originato probabilmente da un problema all’impianto elettrico. Il rogo sarebbe partito dal piano più alto della struttura – che è completamente smontabile e viene trasportata di paddock in paddock nei Gp europei –, quindi le fiamme hanno successivamente raggiunto i piani inferiori. In quel momento è stato deciso di far uscire tutto il personale, piloti compresi, in attesa dell’intervento dei soccorsi. Tra i primi ad accorrere anche Mario Isola, responsabile Pirelli per la F1 e paramedico part-time – insieme ad altri addetti con gli estintori –, dal vicino motorhome del fornitore degli pneumatici, evacuato a sua volta per motivi di sicurezza. Fortunatamente nessun membro della scuderia inglese ha riportato alcuna conseguenza da quanto accaduto. Non è la prima volta che il circuito di Barcellona è teatro di un incendio: nel 2012 ci fu il rogo al box della Williams, dopo la prima e unica vittoria in F1 di Pastor Maldonado. Red Bull in difficoltàNon sappiamo se anche in questo caso le fiamme saranno accoppiate al successo, la speranza Ferrari è che non sia così: un grande Carlos Sainz è stato infatti capace di mettere la propria SF-24 davanti a Lando Norris, ma le distanze (30 millesimi) sono minime, a tutto vantaggio dello spettacolo a poche ore dalla lotta per la pole (semaforo verde alle 16). L’inglese è stato anche protagonista di un contatto negli ultimi minuti con Charles Leclerc (come Lance Stroll e Lewis Hamilton, peraltro), vedremo se ci saranno gli estremi per una penalizzazione per impeding. Bene anche l’altra Rossa, non a caso Charles – in difficoltà nelle libere di ieri – ha elogiato via radio il lavoro del team: «Abbiamo fatto un grande passo avanti». «Felice di sentire questo», la replica dell’ingegnere di pista Bryan Bozzi. Il monegasco aveva nel piede il miglior tempo, ma una sbavatura in curva 10 gli è costata la terza posizione, comunque a un soffio dalla vetta. Vicinissimo e dunque sempre pericoloso anche Max Verstappen, quarto a 74 millesimi su una Red Bull in ogni caso tutt’altro che a posto, come dimostrano i sette decimi che gravano sul groppone di Sergio Perez, sempre in piena crisi nonostante il rinnovo del contratto.

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