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Engwe P20, l’eBike pieghevole super compatta e silenziosa | Test & Recensione

engwe p20, l’ebike pieghevole super compatta e silenziosa | test & recensione

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Ho provato diverse eBike negli ultimi mesi, e la P20 è differente da tutte, ponendo i suoi punti distintivi in due caratteristiche: la compattezza e la silenziosità. Il progetto alla base non è differente rispetto altri modelli in circolazione, se guardate la pagina dei prodotti di Engwe vedrete che molte biciclette condividono il design con la canna ribassata, il manubrio alto e gli stessi punti di giunzione per i modelli ripiegabili. P20 mantiene lo stesso approccio ma tutto è stato ridotto di dimensioni, quindi ogni elemento è più sottile e, di conseguenza, è anche più leggera. 18.5 chilogrammi potrebbero non sembrare pochi, ma essendo più compatta si sposta più facilmente.

Arriva a casa semi-assemblata, dovrete inserire la sella, montare il parafango e la ruota anteriore, fissare il manubrio e montare i pedalini. Impiegherete più tempo a tagliare le fascette e rimuovere le protezioni che assemblare i componenti mancanti. Come accessori aggiuntivi c’è un catarinfrangente da posizionare sotto alla sella e un campanello da collegare al manubrio.

Telaio in alluminio, ruote da 20 pollici, freno a disco davanti e dietro. Non c’è un cambio, e la trasmissione è l’altro elemento che rende la P20 speciale, infatti al posto della classica catena è stata usata una cinghia. La classica catena è migliore se consideriamo l’efficacia di trasferire la potenza, ma la cinghia è una soluzione decisamente condivisibile per una bicicletta come questa: pesa meno, la trazione che offre è sufficiente e, soprattutto, risulta molto silenziosa.

Faro anteriore, stop posteriore e anche due frecce di direzione, integrate perfettamente nella scocca sui supporti della ruota. La batteria è integrata nel telaio, come proseguimento del canotto della sella. Per ripiegarla è sufficiente sbloccare il blocco al centro della canna principale, ripiegare il manubrio su se stesso e abbassare la sella, se vorrete. Due supporti magnetici sono posizionati su entrambe le ruote, così che quando piegherete la bicicletta le due superfici verranno attratte magneticamente tenendo la bicicletta chiusa. Un supporto che si estende fino a sotto la corona permette di posizionare la bicicletta a terra quando chiusa e afferrandola al centro, poco sotto alla sella, si riesce a spostare agilmente. 

18.5 chilogrammi, come detto, non sono pochi, ma l’ingombro ridotto e la distribuzione del peso quando chiusa permette di alzarla facilmente per caricarla nel bagagliaio dell’auto, per esempio. Non è una bicicletta di chiudere e aprire continuamente. Potrete portarla su un treno, o in metro, ma non pensate di spostarla facilmente come un monopattino.

I controlli sono posizionati sul manubrio e consistono in un piccolo computer dotato di schermo che mostra le informazioni basilari, come la marcia selezionata, velocità e chilometri percorsi, oltre alla carica della batteria. Due tasti permettono di selezionare la marcia e di accendere la luce anteriore.

Vicino alla manopola destra c’è una leva che, a colpo d’occhio, sembra il classico acceleratore. In effetti lo è, ma quando lo premerete attiverete il motore elettrico fino alla massima velocità di 5 chilometri orari. In pratica serve ad accompagnare la bicicletta quando sarete a piedi e la starete spingendo.

La mancanza di un vero acceleratore e il motore da 250 watt rendono questa bicicletta completamente legale secondo la legge vigente al momento in cui è stata pubblicata questa recensione.

Esperienza di guida

La Engwe P20 è dotata di un sensore di coppia, appena farete forza sul pedale il motore s’innesterà immediatamente assistendo la pedalata. La marcia selezionata definisce la velocità fino a cui il motore deve spingere. Ogni tanto, quando iniziavo a pedalare, la cinghia girava a vuoto per qualche centimetro. Non mi è chiaro se si tratti di un modo per evitare troppo stress sulla cinghia quando la forza impressa è troppa o se è un difetto del sample che ho provato. In ogni caso, nell’uso normale, questo difetto o particolarità non si percepisce e la pedalata è sempre fluida.

Rimane sempre molto silenziosa, la mancanza di una catena si sente o, meglio, non si sente, facendoci spostare producendo poco rumore. A volte la mancanza di rumore, considerando che quello che si percepisce è solo il rumore dello pneumatico sull’asfalto, mi ha portato a usare il campanello più spesso del solito.

La progressione è uniforme e morbida, il motore non strappa, come accade in alcuni casi, attivandosi ed erogando più potenza possibile fino al raggiungimento della velocità impostata dalla marcia. Bensì è possibile impostare la marcia più alta e regolare la velocità semplicemente con la potenza della pedalata. Non ci sono nemmeno problemi a usare la P20 senza motore, almeno fino a una velocità di circa 15 chilometri orari, oltre cui il peso superiore rispetto una normale bicicletta si inizia a sentire.

La batteria, secondo Engwe, è in grado di fornire circa 100 km di autonomia. La distanza indicata dai produttori solitamente è avvicinabile quando si usa la pedalata assistita, senza raggiungere costantemente la massima velocità. Per la P20 vale la stessa regola, ma la mancanza di un acceleratore e il peso che riesce veramente a sfruttare la potenza della pedalata, bilanciando meglio l’intervento del motore, permette di raggiungere veramente un’autonomia vicino al centinaio di chilometri con una singola carica. Per ricaricare completamente la batteria sono necessarie circa 5 ore.

Verdetto: chi dovrebbe acquistarla?

Engwe P20 dovrebbe essere acquistata da chiunque cerchi una bicicletta elettrica ripiegabile, leggera, con cui muoversi in città. Andate a lavorare in una grande città e volete portare la bicicletta sul treno per poi raggiungere l’ufficio su due ruote? Vivete in una grande città e volete una bicicletta da ripiegare e tenere in casa? Volete una bicicletta da ripiegare, mettere nel bagagliaio per una gita fuori porta, usandola una volta a destinazione? Tutte queste situazioni sono perfette per la P20.

È comoda da ripiegare e caricare in auto o su un mezzo pubblico. È silenziosa. È comoda da usare. Insomma, tra le tante biciclette elettriche, P20 è quella che definisce in maniera molto chiaro il suo modello d’uso. Costa 1099 euro, un prezzo adeguato per quello che offre e in linea con il mercato.

Per gli amanti delle livree più accattivanti o uniche, Engwe commercializza anche la versione P20 ACE che si contraddistingue da una grafica progettata nello spirito delle Olimpiadi del 2024, onorando gli atleti e incoraggiando la partecipazione allo sport e all’attività fisica. Il prezzo di listino di questa versione è di 1399 euro, ma in offerta è possibile acquistarla a 1149 euro.

  In collaborazione con Tom’s Hardware

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