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Decreto requisiti minimi 2024: cosa prevede il testo in arrivo

8 luglio 2024 decreto requisiti minimi 2024: cosa prevede il testo in arrivo

Decreto requisiti minimi 2024: cosa prevede il testo in arrivo

Cosa prevede il nuovo requisiti minimi 2024 in arrivo? Novità sulla ricarica dei veicoli elettrici, sull’APE e sulle verifiche della Legge 10

Il testo definitivo del nuovo decreto requisiti minimi 2024 dovrebbe essere approvato dopo l’estate.

Al momento una bozza è stata inviata alle regioni. Sono in arrivo diverse novità sulle regole relative alla nuova costruzione di edifici o alla ristrutturazione di edifici esistenti.

Ci sono poi novità in arrivo anche in merito alla ricarica dei veicoli elettrici all’APE, l’attestato di prestazione energetica, e alla cosiddetta “Legge 10.”

Una panoramica sulle nuove regole, che saranno adottate con l’entrata in vigore del decreto.

Decreto requisiti minimi 2024: cosa prevede il testo in arrivo

La bozza del decreto requisiti minimi deve essere esaminata dalle regioni. Si dovrà quindi attendere, almeno dopo l’estate, prima dell’ufficialità sulle nuove regole.

Saranno diverse le novità in arrivo, per la revisione del precedente decreto del 26 giugno 2015, l’attuale decreto requisiti minimi.

Tra gli obiettivi del nuovo testo c’è l’attuazione del decreto 48/2020, di recepimento della EPBD 3 (Energy Performance Of Buildings Directive).

Si tratta della direttiva 2018/844/UE, relativa alla prestazione energetica nell’edilizia e all’efficienza energetica.

È la precedente rispetto alla cosiddetta direttiva case green, approvata dal Parlamento europeo nello scorso mese di marzo.

Ulteriori intenti della revisione normativa sono il recepimento di FAQ e chiarimenti forniti e il miglioramento della disciplina.

Le novità in arrivo riguardano i seguenti temi:

  • ricarica di veicoli elettrici;
  • l’APE;
  • la relazione tecnica prevista dalla legge 10, relazione Energetica, il documento che fornisce una definizione delle prestazioni e del rendimento del sistema edificio-impianto;
  • la verifica di trasmittanza;
  • il coefficiente medio globale di scambio termico dell’involucro.

Si tratta di novità che interesseranno i progettisti e i professionisti, a cascata, i soggetti che intenderanno intraprendere lavori edilizi.

Decreto requisiti minimi 2024: una panoramica delle novità

Si dovrà quindi ancora attendere per avere l’ufficialità sulle novità che saranno inserite all’interno del testo definitivo del cosiddetto decreto requisiti minimi 2024.

È però già possibile avere un’idea delle nuove disposizioni inserite nella bozza del testo.

Tra le novità ci sono quelle relative alla ricarica dei veicoli elettrici, per gli edifici con parcheggi. Verrà previsto l’obbligo di predisposizione per la ricarica dei veicoli elettrici nei nuovi edifici residenziali.

Nel caso di ristrutturazione o nuova costruzione di edifici non residenziali sarà necessaria l’installazione di un determinato numero di stazioni di ricarica, basato sul numero di posti auto.

Le modifiche relative all’edificio di riferimento, già previsto dallo scorso decreto requisiti minimi, impatteranno anche sull’APE e sulle verifiche relative alla Legge 10.

Cambiando la scala, infatti, potrebbe cambiare anche la classe energetica. Vengono infatti modificati i riferimenti per le verifiche.

Si introduce anche l’obbligo di tenere in considerazione i ponti termici, migliorando così la precisione delle valutazioni energetiche.

Tra le novità ci sono anche le modifiche alle verifiche di involucro:

  • la verifica di transmittanza;
  • il parametro H’T.

L’obiettivo è quello di permettere di applicare tali verifiche sulla base della normativa approvata, semplificandone le modalità applicative.

Come cambia la verifica di trasmittanza? La verifica che è richiesta per le ristrutturazioni di secondo livello e di riqualificazione energetica di involucro.

Per la ristrutturazione di secondo livello viene modificato il limite, che varierà a seconda della posizione dell’isolante termico:

  • cappotto esterno;
  • cappotto interno;
  • cappotto intermedio.

Un ulteriore aspetto riguarda il coefficiente medio globale di scambio termico per trasmissione di H’T, che rappresenta la trasmittanza media di tutto l’involucro dell’edificio.

Le nuove norme renderanno più semplici le verifiche nel caso di edifici con finestre molto ampie.

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