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Cassidy (Jaguar) vince l'E-Prix delle rimonte "impossibili" davanti a Vergne (Ds Penske) e Rowland (Nissan)

La Jaguar in testa al gruppone nell’E-Prix di Berlino

BERLINO – Nick Cassidy (Jaguar Tcs) ha vinto a Berlino la gara più pazza del mondo bissando il successo dello scorso anno. Il neozelandese era scattato dalla nona posizione e a metà gara era ventunesimo, ossia ultimo perché Joel Eriksson (Envision) era già fuori gara, ed è riuscito a risalire fino al primo posto concedendosi anche il lusso di rifilare oltre 4,5” a Jean Eric Vergne (Ds Penske). Il francese è passato come secondo sotto la bandiera a scacchi sventolata sull’asfalto dell’ex scalo internazionale di Tempelhof. La rimonta più clamorosa è stata quella di Oliver Rowland (Nissan) per la quinta volta sul podio in questa trionfale decima stagione: era partito quindicesimo ed è arrivato terzo.

Nelle Top 10 anche Mitch Evans (Jaguar Tcs), quarto, seguito dai due piloti della Tag Heuer Porsche Pascal Wehrlein e Antonio Felix da Costa, che hanno migliorato le posizioni di partenza, ma che avevano dato l’impressione di potersi giocare la vittoria fino alla fine. Settimo Stoffel Vandoorne (Ds Penske), partito secondo dietro al poleman Edoardo Mortara (Mahindra) che gli è arrivato subito dietro. Per l’italo svizzero un fine settimana comunque positivo perché ha finalmente mosso la classifica propria e del costruttore indiano. Sacha Fenestraz con la seconda Nissan ha tagliato il traguardo come nono davanti a Taylor Barnard con la stessa monoposto, ma con le insegne della Neom McLaren. Per il 19enne britannico si tratta del primo punto alla seconda apparizione: come a Monaco ha sostituito Sam Bird, infortunato a una mano.

I giri previsti erano 40, ma sono diventati 6 in più per via dei diversi ingressi della Safety Car che hanno contribuito a movimentare l’ePrix numero 9 del campionato 2024. La gara è stata “tesa” e ha confermato una volta in più che in Formula E praticamente niente è impossibile. Jehan Daruvala (Maserati), ad esempio, malgrado l’ottima qualifica era partito ultimo per via della penalità rimediata a causa della sostituzione di diversi pezzi: dopo aver anche scontato un passaggio ai box era riuscito perfino a entrare autorevolmente nella Top 10 dalla quale è stato “espulso” nel concitato finale anche per via di un contatto.

Grazie al secondo successo stagionale (il primo risale a fine gennaio, in Arabia Saudita) Cassidy si è issato al comando della classifica generale con 121 punti (suo anche il giro veloce), ossia 9 in più rispetto a Wehrlein per il quale il fine settimana domestico era cominciato malissimo venerdì con la macchina ferma a causa di un guasto. Rowland ha guadagnati il terzo posto a quota 103, davanti a Jake Dennis (Andretti), il campione del mondo in carica ventesimo al via, e pure lui risalito fino alla Top 5, salvo poi dover passare ai box dopo un contatto e non arrivare in fondo, e a Evans, entrambi a 89. Al sesto posto Vergne, il primo dei piloti del gruppo Stellantis, con 83 punti. Domani il secondo ePrix di Berlino, il decimo di questa stagione e il ventesimo nella capitale tedesca nei dieci anni della Formula E. Fra le squadre, la Jaguar Tcs (210) ha scavato un abisso rispetto alla seconda, la Tag Heuer Porsche (146). Per il terzo posto la sfida è attualmente fra Nissan (129) e Ds Penske (126). Poi la Andretti (113).

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